La cassa Squale: la storia delle casse che hanno fatto la storia del marchio

Quando si parla di un orologio meccanico, l'attenzione finisce spesso sul movimento: calibro, complicazioni, riserva di carica.

In un orologio subacqueo, però, c'è un altro elemento che merita la stessa attenzione: la cassa.

È la struttura che deve proteggere il movimento dall'acqua e dalla pressione, ma può anche raccontare molto della storia di un orologio.

Nel caso di Squale, la cassa racconta addirittura una parte fondamentale della storia del marchio.

Per capirne il motivo bisogna però tornare indietro, a prima che esistesse Squale come lo conosciamo oggi.

Prima di Squale c'era Von Büren

La storia comincia nel 1950, quando Charles e Helene Von Büren fondano a Neuchâtel, in Svizzera, la Von Büren SA, una manifattura d'orologeria.

La passione di Charles per le immersioni e gli sport acquatici porta fin da subito l'azienda verso un settore che, all'epoca, era ancora agli inizi: l'orologeria subacquea.

Non nasce quindi prima una fabbrica di casse e poi un'azienda di orologi.

Von Büren nasce come realtà orologiera e sviluppa progressivamente una competenza specifica nel mondo degli orologi subacquei.

È questa esperienza che porterà Charles Von Büren a lavorare sulla progettazione delle casse destinate agli orologi da immersione.

1959: nasce il marchio Squale

Il passaggio successivo arriva nel 1959.

Il 10 luglio Charles Von Büren registra il marchio Squale. Nello stesso anno, Von Büren SA ottiene quello che Squale definisce il primo brevetto per la produzione di casse per orologi subacquei.

È un momento importante perché da qui inizia a prendere forma l'identità che conosciamo oggi.

Ma c'è un dettaglio interessante nella cronologia.

1960: le casse arrivano anche sugli orologi di altri marchi

Nel 1960 inizia la produzione di casse per altri brand.

Quelle casse potevano essere riconosciute grazie al piccolo squaletto, presente a ore 6 sul quadrante oppure sul fondello.

Quindi, in questa fase, il nome Squale non identifica ancora soltanto una collezione di orologi venduti come Squale.

La sua identità è già legata alle casse e alla loro progettazione, mentre Von Büren continua a fornire questa competenza anche ad altri produttori.

E appena due anni dopo arriva un altro passaggio fondamentale.

1962: Squale comincia a produrre i propri orologi

Nel 1962 vengono lanciati i primi modelli prodotti esclusivamente a marchio Squale.

Da questo momento la storia diventa più semplice da leggere:

Von Büren ha sviluppato esperienza nell'orologeria subacquea e nelle sue casse.
Nasce il marchio Squale.
Le casse vengono fornite anche ad altri brand.
E Squale comincia contemporaneamente a costruire una propria identità come produttore di orologi subacquei.

La cassa non è quindi un elemento aggiunto successivamente alla storia del marchio.

È una delle competenze sulle quali quella storia si è costruita.

Le casse Squale e gli altri marchi

Questa parte della storia è particolarmente interessante per gli appassionati.

Negli anni '60, le casse prodotte da Von Büren vengono utilizzate anche da altri marchi di orologi subacquei. Il piccolo squalo serviva proprio a identificarne l'origine.

È un dettaglio che oggi può sembrare curioso, ma racconta bene quale fosse il ruolo di Von Büren in quegli anni: non soltanto produrre i propri orologi, ma mettere la propria esperienza nella costruzione di casse al servizio dell'orologeria subacquea.

E questa esperienza si traduce anche nei modelli che porteranno Squale a costruire la propria reputazione.

Master, 2002 e 1521: la cassa diventa protagonista

Nel 1965 Squale lancia il Master.

Due anni dopo, nel 1967, l'apneista italiano Enzo Maiorca stabilisce il record mondiale di 67 metri indossando uno Squale Master.

Nel 1968 arriva invece il modello 2002. Nel 1970 la storia ufficiale Squale ricorda il record di Jacques Mayol, che raggiunse i 76 metri in Giappone indossando proprio un 2002.

È in questo contesto che si inserisce uno dei progetti più importanti della storia del marchio: la 1521.

Cassa Squale 1521: da referenza di produzione a modello iconico

Qui è importante fare una distinzione.

“1521” era originariamente la referenza di produzione assegnata da Von Büren a una specifica cassa negli anni '60. È da quella referenza che deriva il nome della collezione Squale 1521.

Il primo modello Squale 1521 viene introdotto a metà degli anni '70.

Per realizzarlo, Charles Von Büren parte dallo Squale Master e ne ridisegna la cassa, riducendone lo spessore per ottenere un orologio più compatto, mantenendo una resistenza alla pressione fino a 50 atmosfere. La cassa del primo 1521 era sostanzialmente quella del Master, ma con uno spessore ridotto a circa 12 mm.

Ed è proprio questo il motivo per cui la 1521 è così importante quando si parla della cassa Squale.

Non stiamo parlando semplicemente di un modello vintage riproposto.

Stiamo parlando di una referenza di produzione che è diventata il nome di una delle collezioni più iconiche del marchio.

Ancora oggi Squale dichiara che la cassa della 1521 è rimasta fedele all'originale.

Perché la corona Squale è a ore 4?

C'è poi un dettaglio che permette di riconoscere immediatamente molte casse Squale: la corona a ore 4.

Potrebbe sembrare una semplice scelta estetica. Non lo è.

Secondo Squale, la posizione della corona è stata progettata per evitare che eventuali urti accidentali durante un'immersione potessero svitarla e mettere fuori uso l'orologio.

È un piccolo esempio di un principio che ritorna spesso nella progettazione degli orologi subacquei:

la forma deve rispondere alla funzione.

E nella cassa 1521 questo principio è diventato parte dell'identità visiva del marchio.

Cosa deve fare la cassa di un orologio subacqueo?

La storia di Squale permette anche di capire perché la cassa sia così importante in un diver.

Non è semplicemente il contenitore che racchiude il movimento.

Deve contribuire a creare una barriera contro l'acqua e a mantenere l'integrità dell'orologio quando la pressione aumenta durante l'immersione. Deve inoltre proteggere i componenti interni e integrare elementi fondamentali per l'utilizzo subacqueo, come corona, fondello e lunetta.

Nel caso della 1521, per esempio, Squale abbina alla cassa una lunetta unidirezionale a 120 scatti, progettata per permettere al subacqueo di impostare con precisione il tempo di immersione.

Anche la posizione della corona, quindi, non è un dettaglio isolato: fa parte di un progetto nel quale ogni elemento della cassa deve contribuire all'utilizzo dell'orologio sott'acqua.

La cassa è parte del DNA di Squale

Oggi, quando si guarda un Squale, è facile concentrarsi sul movimento, sulle prestazioni dichiarate o sul rapporto qualità-prezzo.

Ma la storia racconta qualcosa di diverso.

Prima ancora che Squale diventasse il marchio di diver che conosciamo oggi, Von Büren aveva già costruito la propria esperienza nel mondo dell'orologeria subacquea.

Poi arrivarono il marchio Squale, le casse fornite ad altri produttori, i Master, i 2002 e infine la 1521.

E quella competenza è rimasta visibile.

Ancora oggi, basta guardare la forma di una cassa 1521 per ritrovare una progettazione nata decenni fa.

Per Squale, la cassa non è soltanto ciò che contiene l'orologio.
È una parte della sua storia.


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